EDUCAZIONE AMBIENTALE E LETTURA DEI DATI
Nel 2024 in Campania la raccolta differenziata certificata è al 58,05%, ma il tasso di riciclaggio stimato scende a 47,79%. Il punto non è solo quanto si separa, ma quanto materiale arriva davvero pulito agli impianti.
Negli ultimi mesi mi capita spesso di sentire la stessa frase: “non so più dove buttare le cose”. A volte è stanchezza. Più spesso è confusione. Regole diverse tra Comuni vicini, imballaggi misti, istruzioni che cambiano e arrivano tardi. Quando il sistema è poco leggibile, cresce l’errore e la qualità delle frazioni peggiora.
Prima di parlare di “crisi” serve partire dai dati ufficiali. La Regione Campania pubblica ogni anno un decreto di certificazione con la produzione dei rifiuti urbani, la percentuale di raccolta differenziata e un indicatore distinto, il tasso di riciclaggio. Per il 2024 il dato aggregato regionale indica 58,05% di raccolta differenziata e 47,79% di tasso di riciclaggio stimato. Sono due numeri diversi e raccontano due cose diverse.
Percentuale di raccolta e riciclo non sono la stessa cosa
La raccolta differenziata misura quanta parte dei rifiuti viene raccolta in frazioni separate. È un indicatore di servizio. Il riciclo misura quanta parte diventa davvero materia dopo i passaggi di selezione e trattamento. Se carta, plastica o organico contengono frazioni estranee, una parte viene scartata. Quello scarto pesa su costi e risultati.
Nel decreto regionale 2024 c’è anche un passaggio che merita attenzione. Viene segnalato che percentuali molto alte di raccolta differenziata, in presenza di una produzione pro capite di indifferenziato molto bassa, possono essere un segnale di bassa qualità. Il documento precisa che la verifica della qualità richiede controlli sul campo.
Un dato regionale e differenze territoriali
Lo stesso allegato riporta valori aggregati per provincia. Per esempio, nel 2024 risultano:
- Avellino: RD 62,21% e tasso di riciclaggio 50,79%.
- Benevento: RD 73,30% e tasso di riciclaggio 56,27%.
- Caserta: RD 59,16% e tasso di riciclaggio 48,76%.
- Napoli: RD 53,22% e tasso di riciclaggio 44,06%.
- Salerno: RD 68,03% e tasso di riciclaggio 56,19%.
Il punto non è fare classifiche. Il punto è capire che la percentuale non basta. Serve leggere anche la qualità e l’esito.
Perché molte persone si confondono
Dal lavoro sul territorio emergono cause ricorrenti. Non sono “scuse”. Sono fattori che aumentano l’errore:
- Regole non uniformi tra Comuni e gestori.
- Comunicazione intermittente, spesso solo in emergenza o in fase di cambio appalto.
- Imballaggi complessi con componenti diverse nello stesso oggetto.
- Messaggi contraddittori tra volantini, siti, social e calendari stampati.
- Servizio percepito come poco stabile, con ritiri saltati o contenitori non adeguati.
Quando la persona non è sicura, spesso sceglie l’indifferenziato per “non sbagliare”. Oppure conferisce nella frazione che sembra più vicina. In entrambi i casi la filiera perde efficienza.
Cosa si può misurare davvero, senza impressioni
Se vogliamo verificare l’idea che “si differenzia peggio”, le domande utili sono misurabili:
- quanta frazione estranea c’è nelle raccolte principali;
- quale quota diventa scarto nei centri di selezione e trattamento;
- quali sono gli errori tipici rilevati nei controlli;
- quanto incidono i cambi di regole e la comunicazione.
Se questi dati non sono pubblici, va scritto con chiarezza: dato non disponibile. In quel caso la strada corretta è chiedere report a gestori e amministrazioni, non sostituirli con supposizioni.
Educazione ambientale che funziona
La formazione efficace è continua e concreta. Di solito funziona quando:
- le regole stanno in una pagina, con esempi locali e foto di oggetti reali;
- si ripetono ogni mese pochi messaggi, sempre uguali, sempre visibili;
- esiste un canale unico aggiornato e facile da consultare;
- arriva un feedback su cosa sta andando bene e cosa no;
- si lavora in prossimità, in scuole, mercati, condomìni e associazioni.
La differenziata regge quando la regola è chiara e il risultato è credibile. Quando resta solo un obbligo, la partecipazione cala.
Il Riciclo stimato è basso
Il dato ufficiale 2024 mostra che la Campania separa una quota importante dei rifiuti, ma il riciclo stimato è più basso. Questo scarto richiama qualità, impurità e passaggi di filiera. Se vogliamo ridurre gli errori, dobbiamo rendere il sistema più leggibile per le persone. E dobbiamo misurare la qualità, non solo la percentuale.
- Regione Campania, Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti (ORGR). Decreto Dirigenziale n. 48 del 28/10/2025, dati 2024 su produzione RU, percentuale RD e tasso di riciclaggio. Pagina ORGR.
- Allegato PDF al D.D. n. 48/2025 (certificazione RD 2024, tabelle regionali e provinciali). PDF.
- ISPRA. Rapporto Rifiuti Urbani, edizione 2025 con dati aggiornati al 2024. Scheda pubblicazione.
