Michele BuscèGiornalismo, ambiente e progetti civici
Michele Buscè / Inchieste Dossier 01 · 31.07.2026

Inchiesta dagli atti

SAD Agro,
la stima da 270 milioni
e i conti ancora
da chiarire

Ho rimesso in fila delibere, relazioni e dati dei cinque Comuni. Ne esce un progetto già avviato, mentre diversi passaggi economici e organizzativi devono ancora essere spiegati.

5Comuni
10Anni
127.088Abitanti
270,9 mlnValore stimato
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00 / Da dove sono partito

Mettere insieme i cinque Comuni può avere senso.

Affidare tutto a un solo concessionario è una decisione diversa.

La domanda che mi ha spinto a cercare gli atti è semplice: che cosa cambierà, nella vita quotidiana dei cittadini, se la raccolta dei rifiuti di Angri, Corbara, Pagani, Sant’Egidio del Monte Albino e Scafati passerà a un solo gestore?

Ho cominciato dalla relazione dell’Ente d’Ambito. Poi ho seguito le delibere, ricostruito la proposta presentata da Angri e Scafati e messo a confronto i dati disponibili sui cinque territori. Volevo capire come si è arrivati alla concessione e su quali numeri poggia questa scelta.

Durante la ricerca sono emerse anche diverse assenze. Non ho trovato, tra gli atti pubblicamente disponibili che ho consultato, un piano economico definitivo riferito alla gara, il costo aggiornato per ciascun Comune, la matrice dei rischi, il capitolato completo, la ricognizione del personale e l’inventario dei mezzi. Sono documenti importanti. Senza leggerli, il confronto resta incompleto.

01 / Gli atti

La prima cifra che ho incontrato è 270.931.520,66 euro.

È il valore provvisorio indicato nella relazione dell’EdA per dieci anni di servizio e una popolazione di circa 127 mila abitanti.

Ho controllato come era stata ottenuta. La relazione prendeva come base i PEF comunali del 2023 e ne proiettava gli importi per la durata prevista. Dunque non siamo davanti al prezzo definitivo della concessione.

Il conto effettivo dipenderà dai PEF aggiornati, dal progetto posto a gara, dall’offerta dell’aggiudicatario e dalle condizioni del contratto. I 270,9 milioni vanno letti per quello che sono: una stima iniziale, abbastanza grande da richiedere spiegazioni puntuali prima dell’affidamento.

Nasce il sub-ambito

La pianificazione regionale e gli atti dell’EdA riuniscono i cinque Comuni nello stesso ambito operativo.

Angri e Scafati presentano un’alternativa

I due Comuni propongono una gestione basata sulle aziende pubbliche esistenti. L’EdA non accoglie la proposta e richiama ritardi e carenze procedurali.

Il progetto prosegue

Il Consiglio d’Ambito approva il progetto in via preliminare e avvia il passaggio successivo verso la conferenza di servizi.

Arriva il ricorso

Una determina dell’EdA riferisce che il TAR ha respinto in primo grado il ricorso di Angri. Per ricostruire il punto giudiziario servono la sentenza integrale e gli eventuali atti di appello.

Il SAD stabilisce quali Comuni lavorano insieme.

La concessione stabilisce chi gestirà il servizio e con quali regole.

Negli atti sono due passaggi distinti.

02 / Costi e dimensioni

Un servizio più grande può costare meno. Per saperlo servono i conti.

Mettere in comune mezzi, acquisti, programmi informatici e organizzazione delle emergenze può produrre un risparmio. È una possibilità concreta, soprattutto per i Comuni più piccoli.

Negli atti che ho letto, però, non ho trovato una quantificazione aggiornata del risparmio per ciascun territorio. Una struttura più grande può anche diventare più rigida, allontanare le decisioni dai Comuni e concentrare molti dati nelle mani del concessionario. La differenza la faranno il capitolato e il contratto.

Dove si può risparmiare

  • centrale operativa comune;
  • mezzi di riserva condivisi;
  • acquisti e sistemi informatici unificati;
  • standard minimi per tutti;
  • maggiore capacità di investimento.

Che cosa va regolato bene

  • un lotto poco contendibile;
  • costi medi che nascondono squilibri;
  • servizi uguali per territori diversi;
  • Comuni lontani dai dati operativi;
  • dipendenza decennale dal gestore.
0158.689utenze
0248.189 trifiuti annui
03€ 27,09 mlnmedia annua stimata

03 / I cinque Comuni

I punti di partenza sono molto diversi.

Ho messo in fila le percentuali di raccolta differenziata disponibili. Da sole non bastano a giudicare un servizio. Mostrano però una distanza che il progetto dovrà considerare.

Per completare il confronto servono il costo per abitante e per tonnellata, la quantità effettivamente avviata a riciclo, la qualità dello spazzamento, i reclami, gli abbandoni, gli investimenti e il livello di evasione TARI. Una percentuale alta o bassa non dice, da sola, se la gestione pubblica o quella privata funzionino meglio.

04 / Aziende pubbliche e personale

Per Angri Eco Servizi e ACSE il passaggio al nuovo gestore apre una questione immediata.

Il concessionario prenderà in carico le attività previste dal contratto. Bisogna quindi stabilire che cosa resterà alle due aziende pubbliche, quanto costerà mantenerlo e come saranno utilizzati beni e strutture acquistati con risorse pubbliche.

La clausola sociale riguarda i lavoratori impiegati nel servizio, ma il passaggio non si esaurisce in una formula inserita nel bando. Occorre conoscere mansioni, livelli, anzianità, orari e sedi. Va chiarita anche la posizione di chi svolge attività amministrative collegate alla raccolta.

Lo stesso controllo serve per mezzi, officine, centri di raccolta, sedi, leasing, debiti, crediti e contratti in corso. Se questi dati non vengono ricostruiti prima del subentro, una parte dei costi potrebbe restare ai Comuni anche dopo il trasferimento del servizio.

La tutela dei lavoratori deve procedere insieme alla ricognizione del patrimonio pubblico. Sono due conti diversi e vanno fatti entrambi.

05 / Uno strumento per leggere i numeri

Quanto cambierebbe la bolletta se cambiasse il costo del servizio?

Non è possibile prevedere oggi la TARI del futuro gestore. Questo calcolo serve a misurare uno scenario, partendo dalla cifra riportata nella propria bolletta e tenendo separate le altre componenti.

Parti dalla tua bolletta01

Fai il conto

Inserisci la TARI ordinaria annuale, senza TEFA e senza le componenti UR se sono indicate a parte. Poi scegli un aumento o una riduzione ipotetica.

Usa il totale del tributo prima di TEFA, UR1, UR2 e UR3.
%
Valore negativo per un risparmio, positivo per un aumento.
%
Il 5% è precaricato. Verifica il valore indicato sulla tua bolletta.
Somma usata: UR1 0,10; UR2 1,50; UR3 6,00. Controlla l’avviso.
Servizio nello scenario€ 300,00
TEFA€ 15,00
UR1 + UR2 + UR3€ 7,60
Totale indicativo€ 322,60

Nessuna variazione rispetto allo scenario di partenza.

Come viene fatto il calcolo

La cifra inserita viene aumentata o ridotta della percentuale scelta. Sul risultato viene calcolata la TEFA. Infine si aggiunge la somma delle componenti UR indicata nel campo. Sono valori separati perché non fanno parte del costo ordinario del servizio.

È una simulazione informativa. Non considera riduzioni comunali, conguagli, esenzioni, ravvedimenti o situazioni individuali e non sostituisce l’avviso di pagamento.

Controllo delle novità02

Monitor SAD Agro Settentrionale

Il monitor cerca aggiornamenti strettamente collegati all’inchiesta. Titolo e fonte vengono mostrati come segnalazioni da verificare, non come fatti già accertati.

Controllo delle fonti in corso…

Il controllo si aggiorna all’apertura della pagina e usa una memoria di quindici minuti. Le fonti istituzionali restano sempre prevalenti.

06 / Che cosa possono fare i cinque Comuni

La procedura è andata avanti.
C’è ancora spazio per incidere sulle regole.

Ripresentare senza modifiche la proposta in house del 2024, dopo quanto è accaduto, difficilmente basterebbe. Angri e Scafati possono mettere il lavoro già svolto a disposizione di un tavolo con Corbara, Pagani e Sant’Egidio del Monte Albino. Il quadro economico, il capitolato e gli standard del servizio riguardano tutti e cinque i territori.

Proposta di lavoro

Un tavolo tecnico dei cinque Comuni

  1. 01

    Aggiornare il quadro economico

    I PEF 2026–2029 devono sostituire i valori del 2023 usati nella prima stima. Per ciascun Comune occorrono costi separati, investimenti previsti, remunerazione del gestore e possibile effetto sulla TARI.

  2. 02

    Mettere allo stesso tavolo uffici e aziende

    Responsabili finanziari e ambientali dei cinque Comuni, AES, ACSE ed esperti di lavoro, regolazione ARERA e concessioni possono ricostruire personale, beni, contratti e costi che resteranno agli enti.

  3. 03

    Tenere separati i conti dei Comuni

    Il concessionario dovrebbe rendicontare personale, mezzi, ore, ricavi, investimenti e penali per ciascun territorio. Solo così ogni amministrazione potrà verificare quanto paga e che cosa riceve.

  4. 04

    Conservare una presenza nei territori

    Il capitolato deve indicare sedi operative, responsabili territoriali, mezzi di riserva, sportelli per gli utenti e tempi di risposta alle segnalazioni. La dimensione dei presìdi può cambiare, ma nessun Comune dovrebbe perdere il contatto con il servizio.

  5. 05

    Scrivere nel dettaglio il passaggio

    La clausola sociale deve essere accompagnata dalla ricognizione del personale. Mezzi e immobili richiedono inventario, perizia, regole di manutenzione, eventuali canoni e condizioni di restituzione.

  6. 06

    Valutare la riscossione in un secondo momento

    Il servizio di raccolta può essere collaudato prima di trasferire al concessionario anche la tariffa. Dopo due anni, una verifica indipendente potrebbe misurare qualità del servizio, banca dati, morosità, reclami e tutela degli utenti.

  7. 07

    Controllare il contratto dopo tre anni

    Il contratto dovrebbe prevedere una verifica pubblica su costi, raccolta, riciclo, reclami, mancati ritiri, pulizia e investimenti. Se emergono squilibri, devono esserci strumenti per correggerli e penali applicabili.

  8. 08

    Preparare ora il futuro di AES e ACSE

    Se perderanno una parte importante del ciclo dei rifiuti, le due aziende non possono attendere il subentro. Angri e Scafati devono stabilire quali attività pubbliche affidare loro e con quali risorse, a partire dai servizi che già svolgono.

Michele Buscè

Conclusione / Michele Buscè

La concessione è stata impostata. Dai documenti disponibili non è ancora possibile misurarne la convenienza per ogni Comune.

Il lavoro in comune può migliorare l’organizzazione e aiutare i territori più piccoli. Questo è uno degli obiettivi dichiarati. Il passaggio successivo, però, è più impegnativo: mostrare quanto pagherà ogni Comune, quali servizi riceverà e come potrà controllarli durante i dieci anni.

Continuerò quindi a cercare il PEF della concessione, il capitolato, la matrice dei rischi, la ricognizione del personale e l’inventario dei mezzi. Quando saranno disponibili, i dati potranno essere confrontati con la gestione attuale. Solo allora avremo una risposta fondata.

Prima dell’affidamento, i cittadini devono poter leggere il costo del nuovo servizio e confrontarlo con ciò che ricevono oggi.

Fonti / Documenti consultati

Gli atti da cui sono partito.

  1. 01EdA Salerno, relazione ex articolo 14Perimetro, valore provvisorio, durata e impostazione della concessione.
  2. 02EdA Salerno, deliberazione n. 11/2024Valutazione della proposta presentata da Angri e Scafati.
  3. 03EdA Salerno, deliberazione n. 3/2025Approvazione preliminare e prosecuzione del procedimento.
  4. 04EdA Salerno, determina del 16 luglio 2026Riferimento alla sentenza TAR Campania n. 1170/2026. Il testo integrale va acquisito.
  5. 05Decreto legislativo 152/2006, articolo 202Disciplina generale del passaggio del personale.
  6. 06Albo pretorio EdA SalernoStato degli atti consultato al 31 luglio 2026.

La ricostruzione si ferma agli atti consultati alla data di pubblicazione. Il bando, il capitolato, il PEF definitivo, i provvedimenti giudiziari e gli atti successivi potranno aggiungere elementi o modificare il quadro. Per questo ogni aggiornamento andrà controllato sulle fonti ufficiali.