Inchiesta dagli atti
Fiume Sarno. Trent’anni di opere e un risanamento ancora incompiuto
Ho rimesso in fila gli atti dal 1995 alla gara del 2026. Fognature, depuratori, falda, habitat e criticità che una cifra da 407 milioni, da sola, non riesce a raccontare.
- Valore massimo
- € 406,99 mln
- Lotti
- 7
- Durata
- 4 anni
- Tempo di lettura
- 14 minuti
00 / Da dove parte questa inchiesta
Il 31 luglio è uscita una cifra capace di prendersi tutta la scena.
Quasi 407 milioni di euro.
Seguo il bacino del Sarno da oltre vent’anni. So quanto sia facile confondere l’annuncio di un’opera con il cambiamento prodotto nel territorio.
Per questo ho aperto il bando della Regione Campania, ho ricostruito i programmi precedenti e ho cercato il punto nel quale la cifra incontra la realtà. Il punto, oggi, è un accordo quadro quadriennale. Indica un tetto economico e divide lavori e servizi tecnici in sette lotti.
I cantieri arriveranno con i contratti attuativi. Saranno quei documenti a dire quali opere partiranno, con quali risorse, in quali tempi e in quali Comuni. Il valore indicato nella procedura è 406.990.761,28 euro, IVA esclusa. La cifra ha peso. Il suo effetto sul fiume, però, dovrà ancora essere misurato.
Questa inchiesta mette insieme ciò che di solito viene separato: rischio idraulico, fognature, depurazione, acque sotterranee, qualità ecologica, spazio sottratto al fiume e controllo civico.
01 / Dentro la procedura
Sette lotti e quattro anni. Le opere nasceranno dai contratti successivi.
Tre lotti riguardano i lavori. Altri tre comprendono progettazione, rilievi, indagini, direzione dei lavori e sicurezza. Il settimo è destinato alla verifica delle progettazioni.
L’accordo quadro seleziona gli operatori e stabilisce condizioni e massimali. Ogni intervento avrà bisogno di un contratto attuativo. Da lì emergeranno importo impegnato, progetto utilizzato, tempi, responsabilità e stato del cantiere.
Le offerte sono previste entro le ore 13 del 25 settembre 2026. Il cronoprogramma regionale indica l’aggiudicazione entro novembre e la firma dell’accordo entro dicembre. Sono date da verificare sui provvedimenti che saranno adottati.
C’è poi un problema di lettura storica. I 407 milioni del 2026 non possono essere sommati automaticamente ai 217 milioni del Grande Progetto o ai programmi successivi. Interventi, coperture e progettazioni si incrociano, cambiano forma e vengono rimodulati. Servirà seguire opera per opera.
02 / Fogne, depuratori e procedure europee
La depurazione spiega una parte della storia. Il fiume ne conserva molte altre.
La direttiva europea 91/271/CEE controlla raccolta e trattamento delle acque reflue urbane. La qualità ambientale di un bacino richiede un quadro più largo.
Nel 2017 lo Stato ha nominato il Commissario straordinario unico per accelerare gli interventi legati alle condanne europee sulla depurazione. Il perimetro è stato ampliato negli anni e oggi riguarda centinaia di interventi in tredici regioni.
Ho cercato gli agglomerati del bacino negli atti più recenti dell’Ente Idrico Campano. La relazione del Programma degli interventi 2024–2029 per l’Ambito Sarnese-Vesuviano registra, per il 2022 e il 2023, zero agglomerati oggetto di condanna per il servizio di fognatura. Lo stesso documento precisa che la procedura 2017/2181 non comprende agglomerati di quell’ambito.
Quel dato risponde a una domanda precisa sulla conformità del servizio. Lo stato del Sarno si misura anche con scarichi industriali, allacciamenti, funzionamento reale degli impianti, sedimenti, qualità biologica e contaminazione delle acque sotterranee. Confondere i due piani produce un’immagine incompleta.
Fognatura e trattamento
Agglomerati, reti, carichi raccolti e capacità di trattamento secondo i parametri previsti.
Acqua, falda e habitat
Stato chimico ed ecologico, scarichi, sedimenti, suolo, acque sotterranee e vita del fiume.
Il sistema Alto Sarno
Solofra e Mercato San Severino sono due parti dello stesso complesso depurativo.
Il depuratore di Solofra tratta soprattutto i reflui del distretto conciario. Il ciclo prosegue verso l’unità finale di Mercato San Severino. La gestione unitaria venne affidata al commissario nel 2006 e trasferita alla Regione nel 2010. Già la Commissione parlamentare d’inchiesta aveva segnalato la necessità di rivedere tecnicamente il sistema.
La falda Solofrana-Montorese
Una questione che ho portato fuori dagli uffici.
Nel 2014 la presenza di tetracloroetilene portò alla chiusura di pozzi e all’avvio di misure di messa in sicurezza. In quel periodo ho cercato gli atti, reso pubblici i dati disponibili e chiesto spiegazioni alle istituzioni. Il mio lavoro contribuì ad aprire una vicenda che riguardava acqua potabile, attività produttive e salute del territorio.
Le pubblicazioni disponibili documentano valori elevati in più pozzi dell’area. Per descrivere la situazione di oggi servono le serie analitiche più recenti, la mappa aggiornata della contaminazione e lo stato delle misure adottate. La falda si muove lentamente e conserva a lungo ciò che riceve. Dimenticarla significa leggere soltanto la parte visibile del bacino.
03 / Atlante civico del bacino
Otto indicatori territoriali per leggere il bacino da monte alla foce.
I punti indicano impianti, opere, corsi d’acqua e aree territoriali richiamati negli atti. Non sono stazioni ufficiali di campionamento. Ogni scheda dichiara che cosa rappresenta il marker e collega il documento usato.
8indicatori
4categorie
8fonti collegate
Preparazione degli otto indicatori.
Base cartografica © OpenStreetMap contributors. Le coordinate servono a orientare il lettore e non sostituiscono le coordinate delle stazioni ufficiali di monitoraggio. Dati e fonti verificati il 2 agosto 2026.
Solofra, impianto e distretto conciario
Nodo iniziale del complesso depurativo Alto Sarno e area produttiva con reflui a forte caratterizzazione industriale.
Montoro, area della falda
Area interessata dalla contaminazione storica da tetracloroetilene e dai provvedimenti che portarono alla chiusura di pozzi.
Mercato San Severino, unità finale
Unità finale del complesso depurativo Alto Sarno e nodo del sistema collegato a Solofra.
Solofrana, asse fluviale
Affluente sul quale convergono pressioni civili e produttive del bacino superiore.
Nocera, area Cicalesi
Area richiamata nei programmi regionali per vasche e interventi di mitigazione idraulica.
Angri, sistema Medio Sarno
Area del sistema depurativo Medio Sarno. Il marker rappresenta il territorio, non un punto di prelievo.
Scafati, traversa e asta principale
Tratto centrale del fiume e nodo idraulico compreso nei programmi di intervento.
Foce del Sarno
Recettore finale delle pressioni accumulate a monte e area interessata dalla classificazione delle acque di balneazione.
04 / Il presidio civico
Il Corpo Nazionale delle Sentinelle nasce per seguire il bacino ogni giorno.
Un corso d’acqua attraversa Comuni, reti, impianti e competenze diverse. Il controllo si perde quando ogni ufficio guarda soltanto il proprio tratto.
Per questo ho costruito il Corpo Nazionale delle Sentinelle dei Bacini Idrografici Italiani, progetto di Nuove Prospettive ODV ETS. È una rete indipendente di cittadini e osservatori civici. Raccoglie segnalazioni, conserva le evidenze, segue gli atti e mette in relazione ciò che accade a monte con gli effetti che compaiono a valle.
Nel bacino del Sarno significa lavorare sulla stessa linea: corsi d’acqua, fogne, depuratori, falde, scarichi e opere pubbliche. Ogni segnalazione deve avere data, luogo, fotografie, fonte e stato della verifica. In questo modo l’osservazione di un cittadino diventa una domanda precisa rivolta all’amministrazione competente.
Le Sentinelle non svolgono le funzioni di ARPAC, Comuni, gestori o forze di polizia. Costruiscono il presidio territoriale che troppo spesso manca tra un’emergenza e l’altra.
05 / Dove dovrebbero arrivare le opere
Tre ambiti di intervento. Un solo bacino, da Solofra alla foce.
Sarno e affluenti
Rio Sguazzatorio, Canale Marna, tratto dalla foce alla traversa di Scafati, Vasca Cicalesi, Canale Bottaro, pulizia degli alvei e gestione dei sedimenti.
Solofrana e Calvagnola
Cavaiola, vasche Pozzello e San Bartolomeo a Montoro, ASI e Settefichi a Fisciano, Lavinaio e Pandola a Mercato San Severino.
Versante vesuviano
Vasche di laminazione, manutenzione di Pianillo e Fornillo, Canale Conte Sarno e interventi sui collettori.
Il punto locale
A Mercato San Severino i nomi “Lavinaio” e “Pandola” aprono una verifica, non la chiudono.
Serviranno progetto esecutivo, capacità prevista, rapporto con gli abitati e con la rete a valle, gestione delle terre, manutenzione e misure successive all’entrata in esercizio. La presenza di un’opera in elenco dice dove si vuole intervenire. Gli effetti arriveranno soltanto dopo.
06 / La memoria degli atti
La gara del 2026 arriva dopo trentuno anni di emergenze, programmi e rimodulazioni.
Lo stato di emergenza
Il Governo dichiara l’emergenza per la situazione socio-economico-ambientale del bacino. Inizia una lunga stagione commissariale.
L’inchiesta parlamentare
Il documento conclusivo ricostruisce scarichi civili e produttivi, reti incomplete, depurazione insufficiente, sedimenti e competenze frammentate.
Il Grande Progetto
La Regione approva 23 interventi per 217.472.302,30 euro: ventidue opere e un’azione di monitoraggio.
Il programma da 401,7 milioni
Viene programmato un nuovo quadro per mitigare il rischio idraulico, poi esteso al versante sud-orientale del Vesuvio.
La riorganizzazione
Il programma strategico riunisce rischio idraulico e riqualificazione ambientale. Seguono gare tecniche e nuove rimodulazioni.
L’accordo quadro
La Regione mette a gara lavori e servizi tecnici. I contratti attuativi diranno quali progettazioni diventeranno cantieri.
I nomi dei programmi cambiano. Alcune opere ritornano. Per capire quanto è stato davvero realizzato bisogna seguire ogni intervento dalla prima delibera al collaudo.
07 / Il fiume misurato oggi
I dati ambientali raccontano un risanamento ancora lontano dal traguardo.
Stato ecologico operativo del tratto monitorato a San Marzano sul Sarno.
Classificazione dell’acqua “Nord Foce Sarno” nel profilo aggiornato nel 2026.
Giudizio sui corpi idrici superficiali, con criticità chimiche segnalate in tratti della Solofrana.
Una vasca riduce il rischio di piena. Una fogna intercetta un refluo. Per sapere se il fiume sta meglio servono acqua, sedimenti, falda e indicatori biologici.
Il Master Plan dell’Autorità di Bacino descrive carenze nel collettamento e nella depurazione, reti fognarie vecchie, allacciamenti incompleti, sistemi insufficienti per alcuni reflui industriali e immissioni non trattate. Nel dicembre 2025 è stato firmato un protocollo tra Procure, forze di polizia, ARPAC e ISPRA per rafforzare le indagini.
Il programma regionale tiene insieme sicurezza idraulica e riqualificazione ambientale. I risultati vanno comunque letti separatamente. La riduzione degli allagamenti ha i propri indicatori. La qualità del fiume ne ha altri. Solo il confronto nel tempo potrà mostrare se le due linee di intervento stanno davvero producendo un bacino più sicuro e più vivo.
08 / Il controllo che comincia adesso
Sette verifiche da fare, contratto dopo contratto.
- 01
Quante risorse saranno impegnate?
Il massimale va confrontato con i singoli contratti attuativi e con le coperture finanziarie disponibili.
- 02
Quali progetti sono pronti?
Ogni intervento ha un proprio livello di maturità, autorizzazioni e possibili prescrizioni.
- 03
Dove finiranno i sedimenti?
Caratterizzazione, classificazione, disidratazione, trasporto e trattamento devono essere tracciabili.
- 04
Come saranno tutelati gli ecosistemi?
Argini, vasche e rettifiche vanno valutati insieme a continuità fluviale, vegetazione, fauna e habitat.
- 05
Chi farà la manutenzione?
Vasche, canali e opere perdono efficacia quando la gestione ordinaria resta senza risorse e responsabilità chiare.
- 06
Fogne e depuratori avanzano allo stesso passo?
Il cronoprogramma idraulico va letto insieme a collettori, allacciamenti, impianti e controlli sugli scarichi.
- 07
Dove saranno pubblicati i risultati?
Serve un quadro unico di aggiudicazioni, contratti, avanzamento, varianti, collaudi e dati ambientali.
09 / Il fiume dimenticato
Un’acqua più pulita dentro un canale impoverito non basta a restituire il Sarno alla vita.
Da oltre vent’anni lavoro sulla tutela dei corpi idrici. Ho visto crescere finanziamenti, progetti e strutture. Lo spazio riservato alla vita del fiume è rimasto molto più piccolo.
Il risultato amministrativo si conta con metri di fogna, scarichi chiusi, vasche costruite e somme impegnate. Il risultato ambientale si vede nell’acqua compatibile con la vita, nelle rive vegetate, nella continuità del corso, nei sedimenti gestiti senza nuovo danno, nelle specie presenti e nelle falde protette.
Il Sarno è stato stretto tra abitati, industrie, strade, argini rigidi e canali. Fasce ripariali e aree di naturale espansione sono state ridotte o cancellate in molti tratti. Un progetto concentrato soltanto sulla velocità di deflusso può migliorare una funzione idraulica e impoverire ancora l’habitat.
La sicurezza dalle alluvioni resta essenziale. Va progettata insieme alla rinaturazione: spazio al fiume dove è possibile, riconnessione delle piane alluvionali, vegetazione riparia autoctona, continuità per la fauna, controllo delle specie invasive, portate ecologiche e monitoraggi biologici prima e dopo i lavori.
Aria
Emissioni, aerosol, odori e lavorazioni industriali ricadono sul territorio e possono depositarsi su suoli e acque.
Acque superficiali
Scarichi, sfioratori, dilavamento e sedimenti trasportano la pressione lungo il reticolo fino alla foce.
Suolo
Il terreno trattiene, trasforma o trasferisce contaminanti. Impermeabilizzazione e consumo di suolo aumentano ruscellamento e piene.
Acque sotterranee
La matrice più dimenticata. Una contaminazione in falda può muoversi lentamente, durare anni e riemergere in pozzi, sorgenti e corsi d’acqua.
Quello che entra nel suolo può raggiungere la falda. Quello che cade dall’aria può arrivare all’acqua. Quello che scorre in superficie può infiltrarsi e tornare altrove.
In un bacino industriale e densamente abitato, l’anomalia prevedibile va trattata prima che diventi danno.
Rotture, blackout, piogge intense, sfioratori, guasti agli impianti, errori gestionali e scarichi non conformi possono interrompere la catena di collettamento e trattamento. La prevenzione richiede ridondanze, vasche di emergenza, telecontrollo, tempi di intervento pubblici e comunicazioni rapide. La tenuta del sistema si misura anche nei giorni difficili.
Il racconto istituzionale
“Fiume Madre – Storia di un fiume che torna a vivere”
Il docufilm diretto da Giuseppe Alessio Nuzzo, promosso nel quadro di “Energie per il Sarno”, raccoglie ventidue testimonianze e racconta gli interventi di collettamento e depurazione come un percorso di rinascita.
Quel racconto mostra aspettative, opere e memoria del territorio. La verifica giornalistica comincia esattamente da lì: confrontare la promessa della rinascita con gli indicatori ambientali, gli scarichi segnalati e le condizioni del reticolo. Il ritorno alla vita si misura nel tempo, nell’acqua, nei sedimenti, nelle falde e nelle specie.
Conclusione provvisoria
Il risanamento sarà credibile quando i dati ambientali racconteranno la stessa storia dei comunicati.
I 407 milioni aprono una possibilità concreta. Adesso comincia il lavoro più lungo: seguire ciò che accade dopo il bando.
Controllerò aggiudicazioni, contratti attuativi, cantieri, varianti e collaudi. Poi tornerò ai dati: qualità dell’acqua, sedimenti, falda, habitat, manutenzione e riduzione degli allagamenti.
La domanda resterà la stessa, Comune per Comune e tratto per tratto: quale problema è stato risolto, con quali risorse e con quale risultato misurabile?
Domande / Risposte documentate
Che cosa sapere sul risanamento del Fiume Sarno.
Perché il Fiume Sarno è ancora inquinato?
Gli atti descrivono pressioni diverse: scarichi civili e produttivi, collettamenti incompleti, malfunzionamenti, dilavamento, sedimenti contaminati e pressioni diffuse. Il problema riguarda l’intero bacino, compresi affluenti, canali, suoli e falde.
Che cosa prevede la gara da 407 milioni per il Fiume Sarno?
È un accordo quadro regionale in sette lotti per lavori e servizi tecnici legati alla sicurezza idraulica e alla riqualificazione ambientale. I 406,99 milioni rappresentano il valore massimo della procedura. Gli impegni effettivi emergeranno dai contratti attuativi.
La bonifica del Sarno è conclusa?
No. Diversi interventi sono stati realizzati o programmati, mentre dati ambientali e criticità del reticolo mostrano che il risanamento complessivo resta incompiuto.
Qual è il ruolo dei depuratori di Solofra e Mercato San Severino?
Formano il complesso depurativo Alto Sarno. Solofra tratta soprattutto i reflui del distretto conciario; il processo prosegue nell’unità finale di Mercato San Severino e nella rete dei collettori connessi.
Che cosa è accaduto alla falda tra Solofra e Montoro?
Dal 2014 è documentata una contaminazione da tetracloroetilene che portò alla chiusura di pozzi e a misure di messa in sicurezza. Per descrivere la situazione attuale servono le serie analitiche ufficiali più recenti e lo stato aggiornato della caratterizzazione.
Il Sarno è davvero il fiume più inquinato d’Europa?
È una definizione molto usata nelle cronache, ma non nasce da una graduatoria europea ufficiale e aggiornata. La situazione va descritta attraverso monitoraggi, stato ecologico e chimico, scarichi, sedimenti, falde e indicatori biologici.
10 / Atti consultati
Ogni passaggio dell’inchiesta parte da un documento verificabile.
- 01Portale gare Regione CampaniaProcedura 4396/AQ/2026, importo, lotti e scadenze.
- 02Regione Campania, comunicato del 31 luglio 2026Ambiti territoriali, obiettivi dichiarati e cronoprogramma.
- 03Gazzetta Ufficiale, DPCM 14 aprile 1995Dichiarazione dello stato di emergenza nel bacino del Sarno.
- 04Senato, Commissione d’inchiesta sul SarnoDocumento conclusivo approvato nel 2006 · PDF.
- 05Regione Campania, DGR 144/2018Grande Progetto 2012 e programma di mitigazione del rischio.
- 06Regione Campania, DGR 230/2023Riorganizzazione del programma strategico.
- 07ARPAC, classificazione operativa 2024–2026Stato ecologico e chimico dei corpi idrici monitorati · PDF.
- 08Autorità di Bacino, Master Plan SarnoCriticità ambientali, fognarie e depurative · PDF.
- 09ARPAC, profilo “Nord Foce Sarno”Classificazione delle acque di balneazione 2022–2025 · PDF.
- 10ARPAC, protocollo investigativo del 17 dicembre 2025Coordinamento contro l’inquinamento del fiume e degli affluenti.
- 11Ente Idrico Campano, Programma interventi 2024–2029Conformità degli agglomerati, procedure europee e sistema Sarnese-Vesuviano · PDF.
- 12Commissario unico per la depurazioneQuadro delle procedure 2014/2059 e 2017/2181.
- 13Protezione Civile, emergenza del fiume SarnoGestione commissariale e complesso depurativo Alto Sarno · PDF.
- 14Dossier sulla falda Solofrana-MontoreseCronologia, tetracloroetilene, pozzi e misure di messa in sicurezza · PDF.
- 15Relazione tecnica sul depuratore di SolofraStoria e funzionamento del complesso depurativo Alto Sarno · PDF.
Ricostruzione aggiornata al 2 agosto 2026. Aggiudicazioni, contratti attuativi, autorizzazioni, varianti e nuovi dati di monitoraggio potranno modificare il quadro. Gli aggiornamenti saranno riportati dopo la verifica degli atti ufficiali.