Michele BuscèGiornalismo, ambiente e progetti civici
Panorama di Solofra e dell’area urbana e industriale
Panorama di Solofra. Foto: 91Paolo91, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.
Michele Buscè / Inchieste 9 settembre 2026 · dossier documentale

Solofra · industria · transizione

Industria, acqua
e circolarità

Depuratore, nuova rete fognaria industriale, Hub delle plastiche e Co.Di.So. sono quattro capitoli diversi dello stesso territorio. Alla vigilia dell’11 settembre li ho riletti attraverso atti, numeri e questioni ancora aperte.

Rete fognaria esistente
16,73 km
Nuova rete fognaria
≈ 12,8 km
Nuova rete fognaria, stima
€ 9,6 mln
Hub, contributo PNRR
€ 6,18 mln

00 / Il punto di partenza

Solofra sta ridisegnando una parte delle infrastrutture che sostengono il distretto.

L’Hub delle plastiche entra in questo quadro come progetto di economia circolare da verificare nel merito.

L’appuntamento dell’11 settembre concentra nello stesso confronto depurazione, nuova fognatura industriale, futuro di Co.Di.So. e Hub per il recupero delle plastiche. I procedimenti hanno natura e tempi diversi, ma insistono sulla stessa area produttiva e sullo stesso equilibrio ambientale.

La rete fognaria e il depuratore intervengono su criticità maturate dentro un distretto storico, con infrastrutture che oggi richiedono adeguamenti e nuovi investimenti. L’Hub introduce invece una nuova attività di gestione e recupero dei rifiuti plastici, sostenuta da un finanziamento PNRR e sottoposta a un percorso autorizzativo che deve chiarirne impatti, sicurezza e capacità effettive.

Il confronto diventa utile quando le quattro questioni vengono lette per quello che sono. Per la rete fognaria contano separazione dei flussi, tenuta e dismissione delle condotte esistenti. Per il depuratore contano recapito, prestazioni e gestione futura. Per l’Hub contano bilancio di massa, stoccaggi, emissioni, rischio incendio, traffico e risultati di recupero.

01 / 11 settembre

Quattro dossier arrivano insieme al confronto di Palazzo Orsini

Il documento comunale protocollo n. 14283 del 4 settembre 2026 fissa per le 17:30, nel Salone Maggiore di Palazzo Orsini, un confronto su quattro temi che incidono direttamente sull’assetto industriale di Solofra.

I temi indicati sono l’impianto di depurazione e le determinazioni regionali, il DOCFAP della nuova fogna industriale, lo stato dell’Hub per il riciclo delle plastiche e la situazione di Co.Di.So. S.p.A. in liquidazione.

La vicinanza temporale dei procedimenti rende utile una lettura congiunta. Depurazione e fognatura sono chiamate a correggere problemi di un sistema esistente. Co.Di.So. riguarda la governance di infrastrutture già operative. L’Hub porta invece sul territorio un progetto nuovo, che va esaminato attraverso i suoi dati tecnici e non attraverso una contrapposizione preventiva.

Documento del Comune di Solofra del 4 settembre 2026 relativo all’appuntamento dell’11 settembre
Documento diffuso dal Comune di Solofra. Prot. n. 14283 del 4 settembre 2026.
Documento

Quattro temi che si incrociano sullo stesso territorio

La sequenza del documento è utile come traccia, ma i collegamenti sono più profondi. Acqua industriale, depurazione, gestione delle reti fognarie e recupero di materia riguardano tutti la capacità di Solofra di mantenere una base produttiva riducendo le pressioni ambientali.

02 / Il territorio industriale

Il distretto porta con sé pressioni ambientali note e infrastrutture da aggiornare

ARPAC ha inserito il polo conciario tra le pressioni insediative significative considerate nel monitoraggio dell’area Solofra-Montoro. È il contesto ambientale nel quale oggi vengono valutati i nuovi interventi.

La presenza del distretto non può essere tradotta in una responsabilità indistinta delle imprese. Serve però a misurare il punto di partenza: consumi idrici, reflui, reti fognarie, depurazione, traffico industriale ed emissioni formano un sistema che va governato nel suo insieme.

Nel dossier CNSBII sulla rete fognaria industriale, ricostruito su atti regionali ed EIC, il quadro riferito al 2021 indicava circa 7.000 metri cubi al giorno di refluo misto, ripartito indicativamente tra componente industriale e civile. La nuova rete fognaria nasce anche dalla necessità di separare meglio questi flussi e contenere acque estranee e interconnessioni improprie.

03 / Nuova fognatura industriale

Nuova fognatura industriale: l’investimento risponde a criticità concrete, resta il nodo della rete fognaria storica

Rete fognaria esistente16,73 km

Tracciato della rete fognaria industriale descritto nel DOCFAP 2026, in larga parte risalente agli anni Ottanta.

Nuova rete fognaria≈ 12,8 km

Rete fognaria industriale dedicata al polo conciario prevista dagli atti comunali.

Investimento≈ € 9,6 mln

Quadro economico indicato nella documentazione ricostruita dal CNSBII.

La nuova rete fognaria interviene su problemi documentati: vetustà, ingressi meteorici, acque parassite, interconnessioni e ostruzioni.

L’investimento va quindi letto come un intervento necessario sul sistema di collettamento. Restano però aspetti operativi che incidono sul risultato finale: modalità di dismissione della rete fognaria storica, caratterizzazione degli eventuali depositi, destino dei tratti non riutilizzati e chiusura degli allacciamenti incompatibili con il nuovo schema.

Il finanziamento e la realizzazione del nuovo tracciato rappresentano una parte del lavoro. La qualità dell’intervento dipenderà anche da come sarà gestita la transizione dalla rete fognaria esistente alla nuova infrastruttura.

04 / Depuratore di via Carpisani

Depuratore di via Carpisani: il DOCFAP orienta la scelta, il percorso tecnico resta da completare

Il Decreto dirigenziale regionale n. 275 del 26 agosto 2026 approva il Documento di fattibilità delle alternative progettuali. L’Alternativa 1, che punta alla rifunzionalizzazione di Carpisani e a una maggiore autonomia depurativa, ottiene il punteggio più alto nel confronto.

Il passaggio è rilevante, ma il DOCFAP non coincide con il PFTE, non autorizza un nuovo scarico e non individua ancora il corpo recettore definitivo. Anche il futuro gestore resta un nodo aperto: il D.D. 258 del 7 agosto avvia gestione, progettazione e rifunzionalizzazione “nelle more” del trasferimento al soggetto affidatario del servizio idrico integrato, senza indicare il destinatario finale.

Il quadro è quindi definito sul piano dell’indirizzo, ma ancora aperto su passaggi che incidono sul risultato: recapito, assetto gestionale, successive fasi progettuali e autorizzazioni. La verifica dovrà concentrarsi sulle prestazioni effettive dell’impianto una volta rifunzionalizzato.

Impianto di depurazione di Solofra in via Carpisani
Depuratore di Solofra, via Carpisani. Foto: archivio CNSBII.

05 / Co.Di.So.

Co.Di.So.: la liquidazione riapre il tema del governo delle infrastrutture industriali

Nell’invito dell’11 settembre Co.Di.So. S.p.A. è indicata “in liquidazione”. La società è partecipata dal Comune e dal consorzio privato Co.De.So. ed è storicamente legata alla gestione delle infrastrutture fognarie locali.

La vicenda si intreccia con il futuro del depuratore. Un atto di sindacato ispettivo discusso al Senato nel 2024 ricostruiva una possibile società mista e la disponibilità del consorzio degli imprenditori conciari a partecipare alla gestione dell’impianto, subordinandola ad adeguamenti e alla separazione degli scarichi civili.

Quell’ipotesi appartiene a una fase precedente e non può essere sovrapposta all’assetto oggi in discussione. Resta però centrale il tema della governance: chi gestisce le reti fognarie, come vengono ripartiti i costi, chi interviene in caso di criticità e quali responsabilità rimangono in capo ai soggetti pubblici e privati.

06 / Hub delle plastiche

Hub delle plastiche: il progetto nasce nell’economia circolare e va giudicato sul ciclo reale dei materiali

Il progetto del Centro Diagnostico Baronia, inserito in una misura di economia circolare, rientra nella linea PNRR dedicata ai progetti faro per il riciclo delle plastiche. Il D.D. MASE n. 184 del 28 aprile 2023 riporta un contributo massimo di 6.177.941 euro; OpenCUP conferma l’importo e indica un costo complessivo previsto di 9.504.130 euro.

La relazione progettuale depositata in Regione descrive un Hub per il recupero di plastiche difficili da recuperare con i metodi convenzionali, con selezione, pretrattamento e una linea di depolimerizzazione termica. L’intervento è previsto in un’area industriale già esistente e, nella relazione acquisita, non richiede la costruzione di nuovi immobili.

PNRRProgetto faroLinea C · economia circolare
01Ingresso

Rifiuti plastici non pericolosi e altri flussi autorizzati secondo i codici previsti.

02Selezione / R12

Separazione e preparazione delle frazioni idonee al recupero o all’invio successivo.

03Recupero / R3

Una parte dei flussi viene destinata alla linea di depolimerizzazione termica.

04Uscite

Prodotti recuperati, scarti e frazioni da destinare ad altri impianti autorizzati.

Valutazione tecnica

Il progetto va esaminato per tecnologia, quantità trattate, sicurezza e risultati di recupero

La misura PNRR colloca l'intervento tra i Progetti Faro dedicati al riciclo delle plastiche. La fase autorizzativa deve ora verificare in modo puntuale le condizioni di esercizio e le prestazioni ambientali dichiarate.

VIA, Conferenza di servizi, ARPAC, Vigili del Fuoco e gli altri enti coinvolti dispongono degli strumenti per valutare emissioni, prevenzione incendi, atmosfere esplosive, stoccaggi, traffico, bilancio di massa e recupero effettivo. Le eventuali prescrizioni devono essere collegate a criticità tecniche documentate.

Recupero di materia La funzione ambientale

Il progetto è rivolto anche a frazioni plastiche che presentano maggiori difficoltà nel riciclo convenzionale. L'efficacia ambientale dipenderà dalla quantità di materia effettivamente recuperata e dalla qualità delle uscite del processo.

Tracciabilità del processo Il bilancio di massa

Ingressi, prodotti, trasferimenti, giacenze e scarti devono essere ricostruibili. Il bilancio di massa è uno strumento ordinario di verifica del ciclo e permette di misurare la resa effettiva del recupero.

La verifica autorizzativa riguarda stoccaggi, prevenzione incendi, ATEX, traffico, emissioni e gestione delle diverse fasi del processo. I dati devono essere letti insieme alle quantità effettivamente trattate e ai presidi previsti.

La Regione Campania, l’11 luglio, ha dichiarato di non avere espresso un orientamento favorevole o contrario e ha indicato la necessità della Valutazione di Impatto Ambientale, dell’analisi degli effetti cumulativi e di un significativo ridimensionamento delle capacità di stoccaggio.

Il procedimento dovrà quindi definire il quadro tecnico sulla base del carico effettivo, delle emissioni, della sicurezza industriale, della logistica, dei tempi di permanenza dei materiali e della quota realmente avviata a recupero. Su questi elementi possono essere formulate prescrizioni, richieste di adeguamento o, quando supportato dagli atti, valutazioni ostative.

07 / Quadro comparativo

Rete fognaria, depuratore, Hub e governance: stato e passaggi da seguire

ParametroRete fognaria industrialeDepuratoreHub plasticheCo.Di.So.
Perché se ne parlaSeparare e controllare meglio i reflui industriali.Rifunzionalizzare il trattamento e definire il futuro assetto.Recuperare plastiche attraverso selezione e processi di riciclo.Definire il futuro della governance locale delle reti fognarie.
Finanziamento / valore noto≈ € 9,6 mlnQuadro economico da sviluppare nelle fasi successive.€ 9,504 mln costo CUP; € 6,178 mln contributo pubblico.Non è un nuovo investimento: è una questione societaria e gestionale.
Criticità apertaDismissione e caratterizzazione della rete fognaria storica.Recapito, gestione definitiva, autorizzazioni e messa a regime.Bilancio di massa, stoccaggio, incendio, emissioni, traffico e VIA.Assetto societario, competenze e continuità dei servizi.
Passaggio documentaleProgetto esecutivo, dismissione e collaudo della nuova rete fognaria.Fasi progettuali successive, recapito e assetto gestionale.VIA, prescrizioni, bilancio di massa, sicurezza e prestazioni di recupero.Atti societari, competenze e continuità dei servizi.

La nuova rete fognaria industriale risponde a criticità documentate e dovrà essere accompagnata dalla corretta gestione della rete storica. Per il depuratore restano da completare passaggi progettuali e gestionali. Co.Di.So. riguarda invece il governo delle infrastrutture e la continuità dei servizi.

L’Hub nasce in una misura PNRR dedicata al recupero delle plastiche ed è proposto in un’area industriale esistente. Il progetto può contribuire al recupero di frazioni difficili da trattare con tecniche convenzionali. La valutazione autorizzativa deve verificare quantità, stoccaggi, bilancio di massa, emissioni, sicurezza antincendio, traffico e capacità effettiva di recupero.

Per Solofra l’interesse pubblico comprende il miglioramento delle infrastrutture ambientali e la valutazione seria delle tecnologie di economia circolare. Gli atti autorizzativi e le prestazioni attese permettono di distinguere i benefici potenziali dalle condizioni che richiedono prescrizioni o ulteriori verifiche.

Palazzo Ducale Orsini, sede del Comune di Solofra
Palazzo Ducale Orsini, sede del Comune e luogo dell’appuntamento dell’11 settembre. Foto: 91Paolo91, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

08 / Fonti e limiti

Documenti utilizzati per questo dossier

Analisi documentale e verifica dei collegamenti aggiornata al 10 settembre 2026. Le cifre possono cambiare con nuove integrazioni progettuali; quando un dato proviene da una ricostruzione giornalistica e non da un atto acquisito direttamente, la provenienza è indicata.

  1. Regione CampaniaComunicato n. 424 dell’11 luglio 2026: VIA, effetti cumulativi e ridimensionamento dello stoccaggio.
  2. MASE · D.D. n. 184 del 28 aprile 2023Recupero documentale: l’URL ministeriale originario è ancora indicizzato, ma al collaudo del 10 settembre 2026 restituisce HTTP 403 e non viene lasciato come collegamento cliccabile. L’indice conserva il riferimento a CDB e al contributo di 6.177.941 euro, importo confermato anche dall’anagrafica ufficiale OpenCUP. La copia integrale dell’atto resta da acquisire.
  3. OpenCUPCUP F32F22001780004: costo previsto e finanziamento pubblico.
  4. Regione Campania · fascicolo progettoRelazione tecnica del Centro Diagnostico Baronia sul ciclo di recupero delle plastiche. Il percorso storico STAP risulta ancora consultabile nel collaudo del 10 settembre 2026.
  5. Comune di Solofra · D.G. n. 61/2026 · copia acquisitaDeliberazione della Giunta Comunale n. 61 del 26 marzo 2026. Conferma 16.730 metri di rete fognaria industriale esistente, criticità dovute a vetustà e interconnessioni improprie, Alternativa 2 con circa 12,8 km di nuova rete fognaria e quadro economico di 9.600.000 euro. Gli elaborati tecnici R.01 e A.01 sono richiamati dalla delibera ma non materialmente allegati alla copia acquisita.
  6. Comune di Solofra · scheda ufficiale D.G. n. 61/2026Registro Halley dell’atto, mantenuto come riscontro istituzionale alla copia archiviata nel dossier.
  7. CNSBIISolofra e Alto Sarno: DOCFAP depuratore, rete fognaria e collegamenti territoriali.
  8. CNSBIINuova rete fognaria industriale: 16,73 km esistenti, circa 12,8 km previsti e questioni di dismissione.
  9. CNSBIID.D. 258/2026 e nodo del futuro gestore del depuratore.
  10. ARPAC CampaniaMonitoraggio della qualità dell’aria nell’area Solofra-Montoro e pressioni insediative.
  11. Senato della RepubblicaAtto di sindacato ispettivo n. 3-01454: gestione, Co.Di.So./Co.De.So. e ipotesi sull’assetto del depuratore.
  12. Co.Di.So.Descrizione societaria e attività dichiarate sulla gestione delle infrastrutture fognarie.
  13. Comune di Solofra · atti sull’HubArchivio ufficiale che riporta la D.C. n. 54 dell’8 luglio 2026 sul progetto e la D.G. n. 126 del 21 luglio 2026 per l’incarico legale e tecnico di approfondimento.

Glossario

Le parole tecniche, spiegate in modo semplice

DOCFAP
Documento di Fattibilità delle Alternative Progettuali. Serve a confrontare più soluzioni prima di sviluppare il progetto nelle fasi successive.
PNRR
Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Finanzia investimenti e riforme con risorse nazionali ed europee legate al programma NextGenerationEU.
VIA
Valutazione di Impatto Ambientale. È la procedura che esamina gli effetti di un progetto sull’ambiente prima della decisione finale.
Reflui
Acque di scarico provenienti da attività civili o industriali che devono essere raccolte e, quando previsto, depurate.
Acque parassite
Acque meteoriche o di falda che entrano nella rete fognaria e aumentano inutilmente le portate da trattare.
Bilancio di massa
Confronto tra materiali in ingresso e in uscita da un impianto: prodotti recuperati, trasferimenti, giacenze e scarti.
Stoccaggio
Quantità di materiale conservata temporaneamente nell’impianto prima o dopo il trattamento.
Depolimerizzazione termica
Processo che usa il calore per scomporre i polimeri plastici e ottenere frazioni che possono essere ulteriormente recuperate.
Biofiltrazione
Trattamento di alcuni effluenti aeriformi mediante microrganismi presenti su un materiale filtrante. Le prestazioni dipendono dal progetto e dalle condizioni operative.
ATEX
Insieme di regole e misure di sicurezza per ambienti nei quali possono formarsi atmosfere esplosive.
Effetti cumulativi
Effetti prodotti dalla somma delle pressioni già presenti sul territorio e di quelle aggiunte da un nuovo progetto.
Biotrickling
Trattamento biologico dei gas in una torre irrigata. Alcuni contaminanti passano nella fase liquida e possono essere degradati dai microrganismi.
Economia circolare
Modello che punta a mantenere materiali e prodotti in uso più a lungo, riducendo rifiuti e consumo di nuove risorse.
Recupero di materia
Operazione con cui un rifiuto viene trasformato in materiale o prodotto nuovamente utilizzabile.
Nota metodologica

Il dossier ricostruisce procedimenti e dati disponibili senza sostituirsi alle valutazioni degli enti competenti. Per l’Hub, in particolare, il giudizio di compatibilità dipenderà dagli atti autorizzativi, dalle integrazioni progettuali e dalle prescrizioni che potranno emergere nel procedimento.